Vita da Grandlander

Colpo… “del fulmine”

Vivo e lavoro a Roma ma, essendo originario di Firenze, una volta al mese salto in treno e vado a trovare la mia famiglia d’origine…

19 Mar 2018

Anche quel 19 gennaio feci la stessa cosa: sveglia all’alba, un caffè al volo, l’immancabile passeggiata col cane e via di corsa a prendere l’autobus per la stazione Termini da dove sarebbe partito il treno delle 7.15 per Santa Maria Novella.

Un’ora e mezzo di viaggio che vola in un lampo fra la lettura di un e-book e qualche giochino con lo smartphone.

Arrivo in stazione: è poca la distanza che mi divide dal capolinea della tranvia T1 che porta a Scandicci. Devo scendere prima, alla fermata “Nenni-Torregalli”, ma è il compleanno di mia mamma e il giorno prima avevo telefonato ad una pasticceria di Scandicci per farmi preparare una torta, quindi devo proseguire per altre due fermate e scendere alla fermata “Resistenza”.

Vado in pasticceria ma la torta non è ancora pronta: mi dicono che ci vuole ancora una mezz’oretta, quindi decido di aspettare ed esco fuori. Prendo in mano il cellulare e do un’occhiata al forum su internet di cui sono assiduo frequentatore da quando è uscita la nuova Opel Grandland X.

Mi viene in mente Fabio, un utente del forum che so che lavora a Scandicci e, tanto per salutarlo, gli mando un messaggio privato: “Sono a Scandicci di passaggio ma, la prossima volta che vengo per rimanerci più a lungo bisogna beccarci”.

Non immagino di incontrarlo perché so che lavora e comunque un minimo di preavviso in questi casi mi sembra d’obbligo.

E invece, subito dopo mi risponde “Dammi 10 minuti e arrivo”.

“Ok” – gli faccio io – “ti aspetto a piazza del Comune, vicino al mascherone”.

In quello stesso momento mi chiama mia mamma che aveva deciso all’ultimo momento di venirmi incontro.
Mi ritrovo quindi ad aspettare due persone contemporaneamente e provenienti da due direzioni diverse. Arriva mia mamma con il tram, e le dico che ho appuntamento con una persona.

Lei del forum non ne sa nulla e rimane un po’ perplessa ma me la trascino dietro in direzione del mascherone (una scultura di ferro posta ad un angolo della piazza che riproduce una maschera).

Mi avvicino all’incrocio e intravedo una macchina ferma al semaforo: non ho dubbi, si tratta di Fabio ma non lo posso riconoscere dalla faccia perché era ancora lontano e comunque perché non ci eravamo ancora mai visti prima.
La macchina è seminascosta dalla scultura, ma il suo colore, un possente Topaz Blue, che risalta inequivocabilmente dalla fiumana di auto bianche, grigie e nere che ci sono in circolazione, mi fa capire che si trattava proprio di lui.

Gli faccio cenno con le mani, mi vede e mi dice che va a far inversione e a cercare un posto per parcheggiare. Poco dopo lo raggiungo e ci presentiamo. Dopo i saluti e qualche chiacchiera, l’occhio corre immancabilmente alla Grandland X, bella e imponente, che pareva dirci: “Sono qui, non mi vedete?”

Fabio, entusiasta, inizia a descrivermela con dovizia di particolari: dalla potenza dei fari full-led autoadattivi, all’efficientissimo Park&Go: con la telecamera a 360°, parcheggiare diventa un gioco. Fabio è uno di quelli che hanno avuto la “fortuna” di acquistare una Grandland X Innovation in allestimento lancio, e quindi provvista di accessori che adesso si trovano solo su Ultimate.

Poi apre il portellone posteriore e mi mostra un accessorio comprato a parte che doveva ancora montare: si tratta dei paraschizzi, delle sagomature plastiche da montare sui quattro passaruota utili per proteggere la carrozzeria dagli schizzi di acqua e fango generati dalle ruote. Aveva il dubbio che non fossero belli da vedere ma, a dire il vero, visti dal vivo risultano abbastanza discreti e poco vistosi.

Poi ad un certo punto Fabio mi propone di provare il funzionamento del Park&Go, uno degli accessori più blasonati di Grandland X e, senza stare a farmelo ripetere due volte, salgo a bordo (dal lato del passeggero, perché sono sempre a disagio a guidare la macchina altrui) e facciamo una prova di parcheggio in linea.
Il tempo di agganciare un punto di riferimento e il Park&Go è al lavoro: L’interpolazione software fra le due telecamere anteriore e posteriore è praticamente perfetta: si vede l’auto e tutto il resto come se ci fosse una sola telecamera montata su un drone aleggiante sopra la macchina. In pochi secondi il sistema inizia a guidare l’auto nel parcheggio, ruotando lo sterzo automaticamente (Fabio ha le mani staccate dallo sterzo dovendo solo dosare acceleratore e freno).

Scendiamo dalla macchina, scambiamo ancora qualche parola di fretta perché Fabio deve rientrare a lavoro, e ci salutiamo, ripromettendoci di rivederci in futuro per una pizza, alla prima occasione di soggiorno più lungo a Firenze, magari con altri utenti del forum.

E’ la storia di un incontro davvero inaspettato, il primo con un nuovo amico che conoscevo solo attraverso il forum e… con l’ebrezza di aver provato per la prima volta una Grandland X dal vivo!

Nicola C.

Nicola C.